Come è cominciata

Sono ormai già tre anni che la passione per i documentari ha preso possesso di noi, del team Lifestills, e quella fame, quella curiosità è sempre lì, in agguato. Come una gatto affamato ci osserva e miagola forte.  Ma la nostra è sempre stata una fame che “porta consiglio”, non quella fame che offusca la mente e che non ti fa più capire niente. Seguiamo un ragazzo, un giovane italiano: capelli lunghi, magliette consumate dal suo girovagare. “Parla bene!” diciamo, “Vive il mondo con semplicità”, classiche prime considerazioni che puoi avere di qualcuno che non conosci e di cui puoi provare a costruirti un’immagine. Claudio gira il mondo da quasi due anni ormai e di strade ne ha percorse parecchie, visto che stiamo parlando di un viaggio di 1000 giorni senza aerei. Roberto, il nostro editor, lo segue da quando ha cominciato, da quando la sua pagina facebook e il suo canale youtube hanno ospitato poche centinaia di persone. Eppure non sappiamo perchè, ma Claudio ci piace. Ci piace il suo modo di raccontare, il suo modo di godere il mondo, il suo approccio al viaggio così genuino e umano.
L’idea di voler realizzare un documentario sui suoi 1000 giorni attorno al mondo è arrivata per caso.
La connessione che ci ha accomunati è forte. Da documentaristi ci riteniamo anche viaggiatori, e questo modo di vivere ci ha sempre affascinato.  La curiosità del viaggio attorno al mondo di Claudio è arrivata quando siamo venuti a sapere della sua malattia, il diabete. E da lì ci siamo fatti migliaia di domande, un sacco di curiosità alle quali, tutto sommato, solo lui avrebbe potuto rispondere. Ormai due anni sono passati dalla sua partenza, e la pagina facebook di Claudio è lievitata a quasi ventimila fan. Quasi tutti i giornali hanno parlato di lui, della sua impresa, del diabete in viaggio. Ci è parso quasi assurdo che nelle nostre teste stesse iniziando a balenare quell’idea…”Io un documentario su di lui lo farei! Pensa quanto avrebbe da raccontare, da insegnare a livello umano, da ispirare.”
Ci è parso assurdo che nessuno, prima di noi, gli avesse già proposto l’idea del genere. Però quel gatto affamato continua a miagolare, basta ascoltarlo.
“Male che vada non risponde”
Quattro anni dopo nasce 12 Miles to Happiness, la storia di un viaggio alla scoperta di sé, alla scoperta di un mondo genuino da vivere in mille giorni, senza aerei e con uno scomodo compagno di viaggio: il diabete.

La community “To Happiness” è l’insieme di chi ogni giorno fa un passo verso la propria felicità.

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